Giovedì, 17 Dicembre 2020 08:06

A Natale siamo più buoni

 

Cena della Vigilia o pranzo di Natale: le regole non fanno differenze. Le festività, al tempo del Covid19, hanno il sapore dell’intimità: pochi, congiunti, preferibilmente con annesso certificato di negatività. Lasciando l’ironia a chi ne fa di mestiere, sarà sicuramente un Natale più contenuto per numeri di invitati alla tavola ma non per questo meno buono. Anzi, forse è doveroso renderlo più buono.

La lista della spesa (e degli ingredienti) sarà quindi più ristretta, soprattutto per quanto riguarda i grammi. E così oggi vi presentiamo il Re e la Regina delle tome Piemontesi: quelle che concludono il pasto, anticipano i dessert e accompagnano l’ultimo calice di Barolo.

Il Nustral d’la Crota, a latte vaccino crudo, rappresenta la storia di questa regione. Lasciato riposare sei mesi su assi di legno porta con sé sentori di erba e fieno. La cremosità è figlia della sua stagionatura protratta. Da provare in solitaria o accompagnato dalla tradizionale cugnà.

Al suo fianco siede Gaia. Una stagionatura breve, 15 giorni, ma una grande esplosione di gusto. Realizzata con latte vaccino crudo con aggiunta di tartufo (ma senza aromi) racconta la terra, la magia e l’unicità di due arti: quella casearia e quella della cerca del pregiato tubero. In bocca è autentica, naturale così come sono i due ingredienti che la compongono: latte e tartufo. Senza altro.

Tome porzionate o di piccola pezzatura, conformi alle tavolate degli italiani. Non ci resta che brindare. Bianco o rosso, non abbiamo pregiudizi.

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